Venerdì 27 aprile il Consiglio Comunale vota la proposta di legge regionale per la fusione dei Comuni della Valsamoggia. Quello che segue è un articolo di “fantasia” scritto per il giornalino comunale, ma che non uscirà in quanto, per ragioni di bilancio, il giornalino è stato tagliato.
Giugno 2014: finalmente si vota. Dopo mesi e mesi di lacerante campagna elettorale il nuovo Comune unico, nato dalla fusione tra Bazzano, Crespellano, Castello di Serravalle, Monteveglio e Savigno avrà il suo Sindaco, i suoi assessori, i consiglieri comunali. Ci saranno i Presidenti di municipio, i consiglieri di municipio, i municipi, che poi altro non sono che i vecchi Comuni, negli stessi palazzi.
Grande euforia regna nella valle. Vanno a ruba nelle edicole le figurine con i volti dei politici del nuovo Comune unico. Si è stampato un album celebrativo, passato, futuro tutto insieme, le stesse genti di un anno fa, cinque anni fa, dieci, venti, cambia tutto ma le mani che scrivono le regole della nostra vita quotidiana sono sempre quelle.
“È il nuovo che avanza” dicono i “nuovi” amministratori. È una valle piena di accordi urbanistici con i privati, di case invendute, di cemento, di opere incompiute (centro sportivo, sottopasso di via Verdi sotto la bazzanese, asili, scuole, piste ciclabili). Con l’ultima grande opera realizzata nel centro storico di Crespellano, la fontana abbeveratoio, voluta al posto del monumento ai caduti, l’ex Sindaco Parini ha chiuso il suo mandato, lasciando un paese più bello, priorità assoluta su tutto e che solo pochi inconcludenti civici hanno osato criticare per la cifra, oltre un milione di euro, spesi malgrado le tante cose rimaste da fare. Un bel restyling di gattopardiana memoria: cambiare il contenitore non il contenuto.